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Riflessioni

Antonello Concas: DECRETO RILANCIO! Siamo Sicuri?

Il decreto Rilancio ha ora il suo testo ufficiale.

Nella serata di martedì, il maxi provvedimento economico contro la crisi del coronavirus è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è in vigore con grande soddisfazione del governo per via delle tante novità contenute nel dispositivo a sostegno del reddito per il lavoro e famiglie con uno stanziamento di 55 Miliardi.

Ovviamente il decreto ha prodotto grande euforia, da parte di chi lo ha presentato.

Personalmente ritengo che, pur considerando lo stanziamento importante, il decreto Rilancio sarà un mezzo disastro, ed il motivo è da ricercare nella superficialità con cui vengono incardinati i singoli provvedimenti, e che non riusciamo mai ad andare nella profondità di ciò che non funziona.

Partiamo dal presupposto che, prima di spendere i soldi che devono arrivare, sarebbe cosa buona e giusta spendere i soldi che abbiamo e spenderli bene.

Faccio un esempio, nel decreto liquidità, sono previsti in stanziamento finanziamenti garantiti dallo stato tramite la SACE, per 200 miliardi.

Bene, vediamo ad oggi com’è la situazione, perché se uno ha avviato un programma di investimenti come quello, è del tutto normale che dopo un pò di tempo, si ferma e fa una verifica dello stato delle cose. Ad oggi su 200 miliardi che doveva erogare la SACE, sono stati erogati solo 200 milioni, circa l’1% dell’obiettivo. Passiamo alla cassa integrazione che è stata pagata al 75% dai datori di lavoro e che la cassa integrazione in deroga con 2300 beneficiari dopo 2 mesi è arrivata a 400 mila beneficiari cioè il 20%.

Allora, invece di immaginare di cambiare  l’universo e andare su Marte, si deve pensare a mettere a posto queste cose che non hanno funzionato, per esempio eliminando il passaggio SACE fondo centrale di garanzia per avere i finanziamenti, dando ai direttori di banca uno scudo contro i rischi civili e penali di concedere il credito a un’azienda che poi può anche andare male, perché altrimenti quella pratica subirà le necessarie lentezze provocate dalle legittime attenzioni giuridiche burocratiche necessarie a garantire il direttore della banca che dovrà emettere il prestito, quindi avremo che l’unico garantito sarà il direttore della Banca.

Ecco quindi la necessità di avviare una cosa che non si fa mai, la rendicontazione di quello che funziona e dei conseguenti cambiamenti.

Se noi non iniziamo a fare questo, non faremo partire la prima vera riforma, assolutamente necessaria alla gestione del paese che altrimenti, andrà a gambe all’aria più di quanto non lo sia già.

Il decreto rilancio è un disastro di proporzioni giganti, quello che non funziona è oltremodo la vecchia logica delle mancette, sparse in un rivolo di provvedimenti con tagli da 5, 15 e 30 milioni dove per ognuno dei quali serve un decreto attuativo che non si vedrà mai.

Ecco, a guardare bene, la cosa che manca davvero a tutta questa manovra, è la logica, perché manca la concretezza di indagare i singoli provvedimenti, verificando i dati prodotti, perché come abbiamo già detto avendo utilizzato solo 200 milioni su 200 miliardi si dice in un solo modo: Fallimento.

E non centra la destra o la sinistra, centra la capacità o meno di cogliere il valore delle azioni, manca una cura nella gestione, quando si immagina un provvedimento, nessuno lo immagina a partire da quello che si deve fare per farlo arrivare agli italiani,  viene immaginato l’opposto cioè quello che teoricamente sarebbe giusto fare prescindendo da come funzionerà, inibendo di fatto le potenzialità dei provvedimenti economici e non facendolo funzionare come avrebbe dovuto.

Si prenda come esempio il decreto dei 600 euro, la domanda ha funzionato? I soldi sono arrivati a tutti? Sono arrivati per tempo? Accade per colpa della burocrazia? NO, io credo che nessuno abbia verificato i singoli processi, penso che il ministro, si sia messo a tavolino a discutere e predisporre un provvedimento senza preoccuparsi di interpellare gli enti competenti, l’INPS, l’ABI per verificare se le cose potessero funzionare, per verificare se i formati predisposti potessero essere corretti o no, salvo poi presentarsi nei Talk Show a pontificare e presentare qualcosa senza sapere esattamente di cosa si stesse parlando.

Questa tra l’altro è una delle cose che ci differenzia dal resto del mondo, spesso ci si attarda a pensare a come sarà l’Italia del 2050 con le grandi riforme, senza avere la competenza sulla gestione e sull’implementazione dei provvedimenti.

Addirittura qualcuno è arrivato  a teorizzare che questo lavoro non è un lavoro per politici ma un  lavoro per tecnici e che il politico è quello che fa lo scontro ideologico quello che ha la grande visione sull’universo, sull’umanità, se politica e capacità di governo non tornano insieme anche nella valutazione dei cittadini, questo paese è finito, continueremo a votare sulla base delle simpatie, fascisti, comunisti, mia cugina, mia nonna, e si continuerà a mettere lì gente che non ha gestito niente nella propria vita assolutamente nulla, credo sia il caso del 90% dei ministri che stanno là e che ovviamente poi non sono in grado, perché nessuno di noi affiderebbe loro un negozio qualunque, se avessimo un negozio di proprietà, viceversa gli affidiamo lo Stato Italiano questo è il risultato.

Un vero disastro!!!!

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