{"id":249,"date":"2025-11-16T18:42:14","date_gmt":"2025-11-16T18:42:14","guid":{"rendered":"https:\/\/antonelloconcas.it\/?p=249"},"modified":"2025-11-16T18:42:14","modified_gmt":"2025-11-16T18:42:14","slug":"geopolitica-e-nuovo-ordine-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antonelloconcas.it\/?p=249","title":{"rendered":"Geopolitica e nuovo ordine mondiale"},"content":{"rendered":"<p><b>perch\u00e9 questo tema \u00e8 on-fire<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il sistema internazionale sta vivendo una transizione turbolenta: guerre ad alta intensit\u00e0, crisi umanitarie prolungate, frizioni tecnologiche e riallineamenti economici stanno riscrivendo le regole del gioco. In questo contesto, due conflitti \u2014 Palestina\/Israele e Ucraina\/Russia, funzionano da cartine di tornasole del nuovo equilibrio di potere. L\u2019Europa appare sempre pi\u00f9 ai margini, gli Stati Uniti oscillano fra sostegno e riposizionamento strategico, mentre l\u2019asse Xi \u2013 Putin consolida una \u2018quasi-alleanza\u2019 capace di influenzare flussi energetici, supply chain e diplomazia globale.<\/span><\/p>\n<p><b>La questione palestinese: guerra lunga, crisi umanitaria, equilibrio regionale<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nella Striscia di Gaza la combinazione di operazioni militari, blocchi e collasso dei servizi ha generato una crisi umanitaria senza precedenti. Il nord della Striscia \u00e8 in carestia conclamata; gli accessi umanitari sono intermittenti e spesso insufficienti. E\u2019 evidente a tutti e non viene neanche nascosto dagli Israeliani che l\u2019obbiettivo \u00e8 la sostanziale cacciata dei Palestinesi dalla loro terra, i metodi usati sono stati definiti da molti osservatori da genocidio, con le conseguenze che tutto cio comporta.Il rischio di ulteriore destabilizzazione regionale resta alto: ogni escalation a Gaza si propaga lungo tre direttrici \u2014 Libano\/Hezbollah, Cisgiordania e Mar Rosso \u2014 con implicazioni su traffici marittimi e assicurazioni, quindi sui costi dell\u2019energia e delle merci.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Geopoliticamente, il conflitto ridefinisce la postura di attori chiave: Egitto e Giordania cercano di preservare stabilit\u00e0 interna e rapporti con Washington; i Paesi del Golfo oscillano tra normalizzazione con Israele e pressioni domestiche e regionali a favore dei palestinesi. L\u2019Iran sfrutta la frammentazione per aumentare la propria influenza tramite proxy, con il termine \u2018proxy\u2019 si indicano forze per procura, cio\u00e8 gruppi o milizie locali sostenuti politicamente, militarmente o finanziariamente da uno Stato esterno. Nel caso dell\u2019Iran, i proxy pi\u00f9 noti sono Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen e diverse milizie sciite in Iraq e Siria. Attraverso questi attori, Teheran estende la propria influenza senza impiegare direttamente l\u2019esercito regolare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il risultato \u00e8 un \u2018equilibrio instabile\u2019 che intrappola l\u2019Europa in un dilemma: sostenere la risposta israeliana alla sicurezza o imporre condizionalit\u00e0 pi\u00f9 rigide per aprire corridoi umanitari e negoziati credibili.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un punto critico che molti osservatori sottolineano riguarda il doppio standard: mentre l\u2019Europa e l\u2019Occidente hanno imposto severe sanzioni contro la Russia per l\u2019aggressione in Ucraina, la risposta di fronte alle operazioni militari israeliane e alle devastanti conseguenze sulla popolazione civile palestinese \u00e8 stata molto pi\u00f9 debole. Questa asimmetria mina la credibilit\u00e0 europea e internazionale, alimenta accuse di ipocrisia e riduce l\u2019efficacia della diplomazia occidentale nel Sud globale, dove la percezione \u00e8 che i diritti umani vengano difesi solo in modo selettivo.<\/span><\/p>\n<p><b>Ucraina: guerra di logoramento, dipendenza dagli alleati, logistica come arma<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sul fronte ucraino, il conflitto resta una guerra di logoramento ad alta intensit\u00e0. Kiev dipende in modo cruciale da sistemi di difesa aerea e munizionamenti occidentali (Patriot, HIMARS) per mitigare gli attacchi missilistici russi e proteggere infrastrutture energetiche in vista dell\u2019inverno. Le forniture passano sempre pi\u00f9 da meccanismi finanziati dagli alleati europei per l\u2019acquisto di armamenti statunitensi, un ibrido che consente a Washington di fornire capacit\u00e0 pur contenendo l\u2019esborso diretto sul bilancio federale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019impatto sociale \u00e8 devastante: milioni di sfollati interni e rifugiati in Europa; la resilienza economica ucraina rimane legata a pacchetti finanziari di lungo periodo e ad investimenti in infrastrutture critiche e minerali strategici. Sul piano militare, Mosca mantiene la superiorit\u00e0 quantitativa, ma sconta sanzioni, vincoli tecnologici e usura; Kiev necessita di un flusso continuo e prevedibile di munizioni e difese aeree per evitare shock sistemici alla rete elettrica e alla base industriale.<\/span><\/p>\n<p><b>Europa: tra marginalizzazione geopolitica e centralit\u00e0 economico-finanziaria<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La narrativa della \u2018Europa marginale\u2019 coglie un punto reale: l\u2019UE fatica a proiettare potenza dura, dipende dalla protezione NATO e subisce le esternalit\u00e0 di crisi vicine ma non controllabili (Gaza, Ucraina, Sahel). Tuttavia, l\u2019Europa resta un attore di primo piano sul versante economico e regolatorio: continua a mobilitare pacchetti finanziari pluriennali per Kiev e definisce standard che condizionano mercati globali (energia, digitale, clima). Il nodo \u00e8 trasformare questo peso \u2018normativo-finanziario\u2019 in leva strategica, accorciando i tempi decisionali sulla difesa, sugli approvvigionamenti energetici e sulle catene del valore critiche (microelettronica, batterie, terre rare).<\/span><\/p>\n<p><b>Stati Uniti: sostegno selettivo, priorit\u00e0 interne, messaggi ambigui<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Washington ha ricostruito un sostegno all\u2019Ucraina attraverso schemi che spostano parte dell\u2019onere sugli alleati europei, mentre insiste su obiettivi limitati e sostenibili nel tempo. La politica estera \u00e8 condizionata da priorit\u00e0 interne (economia, immigrazione, polarizzazione) e da un approccio pi\u00f9 transazionale che ideologico: meno \u2018nation-building\u2019\u00a0 (rifare da zero uno Stato dopo una guerra) pi\u00f9 \u2018burden-sharing\u2019 (spartirsi i costi e le responsabilit\u00e0 di sicurezza). Ci\u00f2 produce messaggi ambigui per gli alleati, che percepiscono oscillazioni tra fermezza e riallineamento tattico.<\/span><\/p>\n<p><b>L\u2019asse Xi\u2013Putin: complementarit\u00e0 strategica e stress test per l\u2019Occidente<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Pechino e Mosca hanno rafforzato una partnership definita \u2018senza limiti\u2019. La cooperazione si muove su quattro binari: energia (idrocarburi russi per alimentare l\u2019industria cinese e diversificare le rotte), tecnologia a doppio uso, finanza (sistemi di pagamento alternativi, yuanizzazione selettiva degli scambi) e diplomazia (coordinamento nelle sedi multilaterali e nel Sud globale). Non \u00e8 un\u2019alleanza formale, ma una convergenza di interessi a ridurre la capacit\u00e0 coercitiva occidentale sulle catene del valore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019asse ha limiti: Pechino evita vincoli automatici che la esporrebbero a sanzioni secondarie su larga scala; Mosca diffida di una dipendenza eccessiva dalla Cina. Ma, nel breve periodo, l\u2019intesa produce effetti reali su prezzi energetici, disponibilit\u00e0 di componenti e tenuta delle sanzioni, imponendo all\u2019Europa di accelerare sulla sicurezza economica e sui meccanismi anti-coercitivi.<\/span><\/p>\n<p><b>Fili che si intrecciano: come Gaza e Ucraina riscrivono le agende europee<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I due teatri di crisi sono collegati: entrambi drenano risorse europee (finanziarie e politiche), mettono a rischio rotte marittime e infrastrutture energetiche, alimentano shocks sui prezzi e testano la credibilit\u00e0 dell\u2019UE come attore di sicurezza. L\u2019asse Xi\u2013Putin capitalizza su queste frizioni presentandosi al Sud globale come alternativa all\u2019\u2018ordine occidentale\u2019, mentre Washington spinge per un maggiore burden-sharing europeo. L\u2019Europa deve quindi: (a) stabilizzare il vicinato con incentivi e deterrenza; (b) proteggere gli interessi economici chiave; (c) parlare con una voce sola su export-controls e difesa comune.<\/span><\/p>\n<p><b>Cosa dovrebbe fare l\u2019Europa (e l\u2019Italia) nei prossimi 12 mesi<\/b><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\"> Difesa e industria: incrementare gli ordini congiunti di sistemi d\u2019arma e difese aeree, costruire scorte strategiche, accelerare i co-investimenti cross-border transnazionali.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\"> Energia e rotte: proteggere corridoi mediterranei e del Mar Rosso; diversificare GNL e rinnovabili; rafforzare infrastrutture elettriche e storage.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\"> Sicurezza economica: screening degli investimenti, anti-coercizione commerciale, resilienza su semiconduttori e componenti a doppio uso.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\"> Diplomazia: iniziativa euro-mediterranea per corridoi umanitari su Gaza con garanzie multilaterali; formato \u2018Ramstein europeo\u2019 permanente su Kiev.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\"> Finanza: rendere strutturale il sostegno a Kiev con strumenti extra-bilancio e garanzie EIB\/EBRD; canali dedicati per la ricostruzione energetica.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\"> Comunicazione: narrativa coerente verso il Sud globale (sicurezza alimentare, debito, clima) per contrastare l\u2019appeal dell\u2019asse sino-russo.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><b>Conclusione: dalla gestione della crisi alla strategia<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A mio parere, se l\u2019Europa vuole uscire dalla marginalit\u00e0 percepita deve passare dalla gestione tattica delle crisi a una strategia integrata: deterrenza credibile, autonomia industriale selettiva, diplomazia economica proattiva. Gaza e Ucraina sono lo specchio di un ordine in transizione. L\u2019asse Xi\u2013Putin impone velocit\u00e0 di adattamento. Gli Stati Uniti, nonostante Trump, restano il partner chiave, richiamandoci alla condivisione del peso economico delle armi da mettere in campo. Un aspetto spesso sottolineato in Europa riguarda la natura asimmetrica di questo burden-sharing. Washington richiama gli alleati a un impegno maggiore sugli armamenti, ma in realt\u00e0 ne beneficia due volte: da un lato riduce la necessit\u00e0 di impiego diretto delle proprie truppe; dall\u2019altro lato sostiene l\u2019industria militare nazionale, visto che le principali aziende globali del settore (Lockheed Martin, Raytheon, Northrop Grumman, ecc.) sono statunitensi. In questo modo, parte consistente delle risorse messe dagli europei rientra nell\u2019economia americana. \u00c8 una logica che ricorda l\u2019approccio gi\u00e0 promosso da Trump: pi\u00f9 spese militari da parte degli alleati, ma con standard e forniture in gran parte americane, una dinamica che in Europa viene percepita come squilibrata.\u201d Tolti alcuni argomenti come questo appena citato, dobbiamo comunque sapere che In gioco non c\u2019\u00e8 solo la sicurezza alle frontiere: c\u2019\u00e8 la capacit\u00e0 di restare un polo di prosperit\u00e0 e libert\u00e0 in un mondo pi\u00f9 duro.<\/span><\/p>\n<p><br style=\"font-weight: 400;\" \/><br style=\"font-weight: 400;\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>perch\u00e9 questo tema \u00e8 on-fire Il sistema internazionale sta vivendo una transizione turbolenta: guerre ad alta intensit\u00e0, crisi umanitarie prolungate, frizioni tecnologiche e riallineamenti economici stanno riscrivendo le regole del&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":250,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[331],"tags":[],"yst_prominent_words":[266],"class_list":["post-249","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-riflessioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/antonelloconcas.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/249","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/antonelloconcas.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/antonelloconcas.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antonelloconcas.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antonelloconcas.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=249"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/antonelloconcas.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/249\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":251,"href":"https:\/\/antonelloconcas.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/249\/revisions\/251"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antonelloconcas.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/250"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/antonelloconcas.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=249"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/antonelloconcas.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=249"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/antonelloconcas.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=249"},{"taxonomy":"yst_prominent_words","embeddable":true,"href":"https:\/\/antonelloconcas.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fyst_prominent_words&post=249"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}