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Riflessioni

SCENARI DIVERSI ED INCERTI

SCENARI DI UN TRISTE PRESENTE PRELUDIO AD UN PIÙ TRISTE FUTURO.

In questa non ancora spenta emergenza sanitaria, alla vigilia ormai della ripresa della scuola, e di quella elementare in particolare, è doveroso operare alcune considerazioni in merito alla reale possibilità che questa istituzione ha di potersi rivolgere alla propria utenza in maniera funzionale.

Già, perché in questo caso l’utenza di cui si parla e alla quale ci si sta rivolgendo è composta da bambini, i più grandi dei quali per quanto li si possa definire tali, sono comunque dei piccoli individui. Giovanissimi cittadini le cui esigenze e i cui bisogni probabilmente non saranno pienamente soddisfatti.

La scuola elementare non è solo il luogo dell’apprendimento delle prime nozioni ma anche il luogo della prime reali forme di socializzazione; il luogo dove si vive buona parte della giornata per la prima volta insieme ad altri individui e al di fuori delle protettive mura domestiche. Ed è quindi il primo luogo dove si sperimenta il contatto con gli altri, la condivisione del tempo e degli spazi, la comprensione di non essere più il solo centro di attenzione di una famiglia.

Questi momenti già di per sé delicati nella crescita evolutiva saranno minati alla base e rischieranno di crescere con radici malsane proprio a causa dei purtroppo necessari provvedimenti rivolti al distanziamento sociale che saranno inevitabilmente adottati.

La domanda di fondo è: quali possono essere le conseguenze nel presente e nel futuro di questi giovani cittadini costretti a dover “diffidare” della vicinanza con i propri simili, impediti nel potersi scambiare normali contatti fisici e distanziati al punto tale da non poter svolgere piccoli lavori di gruppo così importanti però nella formazione del senso del “sociale” e dell’importanza di ognuno piuttosto che del singolo?

Sarebbe auspicabile, oltreché dell’opinione dei più svariati virologi, che si levassero ben udibili anche le voci di diversi altri specialisti in materie quali la pedagogia, la scienza dell’età evolutiva, la sociologia e la psicologia. Capaci di mostrare se e quali possono essere i possibili (e più che “probabili” danni) che emergeranno nel tempo futuro che saranno da ricondurre a questi traumi che, davvero troppo poco, sono oggetto di analisi approfondite e poi diffuse.

Insomma, un’enorme emergenza rischia seriamente di provocare danni al momento incalcolabili. Scarica versione pdf

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