ricette

Antonio Concas : Una giornata Particolare

Storia del Porcospino, Una giornata Particolare

Parlando della ricetta del porcospino, mi viene in mente il momento in cui ha preso vita, tutta la sua storia è abbastanza semplice devo dire, nasce da un momento in cui ero in casa con i miei figli piccoli Giorgio e Claudio che all’epoca avevano  6 e 2 anni e  in un pomeriggio in cui non si prospettava niente perché fuori pioveva, era un tipico pomeriggio invernale, mi è venuta così questa idea di lavorare con loro, farli giocare coinvolgerli nell’inventare questo dolce che abbiamo chiamato il Porcospino.

Ovviamente è un dolce che non ha la pretesa o la presunzione di appartenere alle categorie di dolci che fa ad esempio mi madre(che sono veramente buoni) di fatto però essendo fatto con lo zucchero e una serie di cose buone, evidentemente, lo è diventato.

Devo dire in modo molto casuale però, ha dato la risposta a due tipi di problemi che erano l’impegno dei due bambini e quello mio di una idea che da tempo mi ronzava nella testa, fare qualcosa di stravagante per avere tutta l’attenzione dei miei figli nel fare il progetto e nella realizzazione pratica.

Abbiamo cominciato a lavorare su un’idea, quella di fare un animale e, dopo aver passato in rassegna il topo, la rana, il cavallo e tutto l’assortimento della specie animale, siamo approdati verso un qualcosa di realizzabile per noi, anche perché casualmente era successo che durante il mese di agosto avevamo trovato un riccio nella nostra casa al mare in Sardegna e fu lui la nostra fonte di ispirazione.

Ovviamente il riccio presentava un problema di nobiltà, abbiamo quindi ripiegato sul Porcospino di rango più elevato. Insomma, partendo da questa aspettativa  abbiamo cominciato a ipotizzare, come fare il corpo e abbiamo pensato che dei biscotti savoiardi si adattavano benissimo, poi un qualcosa come il “cemento” che tenesse insieme, l’abbiamo identificato nella ricotta una ricotta come quella dei cannoli siciliani tirata con lo zucchero a velo che consente una certa plasticità.

Diciamo poi, che riesci a lavorarla bene, come fosse della plastilina, e ti consente di lavorarla con una spatola, è una crema piuttosto soda, non è come la crema inglese che è molto fluida , si lascia andare e fai fatica a lavorarla.

Invece la ricotta lavorata e tirata a frusta con delle scaglie di cioccolato per dargli un colore tipo quei gelati variegati come la stracciatella che ci sono in giro, insomma l’idea era un po’ questa.

Poi i savoiardi imbevuti in uno sciroppo al caffè facendo una bagna come normalmente si fa con le torte per evitare che rimangano stoppose, poi mettiamo su la crema di ricotta che è il nostro “cemento” e poi bisognava dare un corpo e un volto diciamo a questo prodotto e, per il corpo abbiamo immaginato il cioccolato, che viene fuso a bagnomaria e viene colato sopra e nel frattempo posizioniamo in verticale i pinoli, poco prima che il cioccolato cominci il suo processo di indurimento. C’è quindi  il miracolo perché il cioccolato rapprendendo  trattiene il pinolo che diventa l’aculeo del Porcospino.

Poi, ci siamo concentrati sul muso che  abbiamo realizzato ovviamente con la pasta di mandorle, che abbiamo prodotto con la farina di mandorle e lo zucchero che poi abbiamo lavorato e plasmato con le mani.

Abbiamo usato una spatola che continuavamo a scaldare per evitare che si attaccasse e quindi abbiamo cercato di dargli una forma quindi con le mandorle  abbiamo fatto i due occhi e il naso e poi le orecchie lavorando sempre la pasta di mandorle con la spatola, mettendo il tutto in freezer per un quarto d’ora per farlo indurire

Con il corpo irto di pinoli e il musetto di pasta di mandorle, abbiamo composto la figura del Porcospino.

Ovviamente una gioia irrefrenabile per i miei figli nel vedere realizzato questo capolavoro, insomma è stato un momento di grande felicità anche per me, inconsciamente abbiamo realizzato un qualche cosa che poi abbiamo capito nel tempo essere anche molto apprezzato dai nostri amici perché è capitato di doverlo rifare ottenendo un discreto successo.

Ora è del tutto evidente che da una cosa così giocosa e fatta per ingannare il tempo è nato per noi, nella nostra famiglia un dolce che rimarrà credo nella storia e che si tramanda, mi risulta che mio figlio Giorgio stia già pensando di farlo a suo figlio Tommaso.

Questo non lo nego è per me motivo di orgoglio.